La terapia sonora (o musicoterapia) sfrutta la capacità del suono di influenzare direttamente il nostro stato fisiologico ed emotivo per interrompere il circolo vizioso dell’ansia.

L’ascolto di musica e suoni specifici può indurre una risposta di rilassamento nel corpo e nel cervello attraverso diversi meccanismi. Innanzitutto attraverso la riduzione del cortisolo. Infatti melodie lente e armoniose (spesso con ritmi vicini al battito cardiaco a riposo) sono state scientificamente associate alla diminuzione dei livelli di cortisolo. Il cortisolo è un ormone steroideo fondamentale, prodotto dalle ghiandole surrenali (situate sopra i reni). Sebbene sia essenziale per la sopravvivenza, è universalmente noto come l’”ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta drasticamente quando il corpo percepisce un pericolo o si trova in una situazione di elevata tensione (stress fisico o emotivo). Il cortisolo fa parte di un complesso meccanismo chiamato Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA), che regola la risposta del corpo allo stress (la reazione di “lotta o fuga”). Le sue funzioni essenziali attengono alla mobilitazione energetica (aumentando rapidamente i livelli di glucosio nel sangue), convertendo proteine e grassi in energia immediatamente disponibile. Questo rifornimento di “carburante” è cruciale per i muscoli e il cervello in caso di emergenza. Ma il cortisolo è utile anche per la regolazione Metabolica, modula la risposta immunitaria e infiammatoria, regola la pressione sanguigna e il ciclo sonno-veglia.
L’utilizzo dei suoni, sia attraverso banalmente una musica piacevole e sia tramite la somministrazione di suoni specifici può produrre effetti significativi nella produzione di onde Cerebrali.
Alcune terapie sonore mirano a stimolare la produzione di onde cerebrali Alfa (associate al rilassamento) o Theta (associate alla meditazione profonda) attraverso stimoli come i battiti binaurali (due frequenze leggermente diverse presentate separatamente a ciascun orecchio, che il cervello percepisce come un’unica frequenza “battente”). I risultati possono essere rapidi e al contempo profondi e ci posso aiutare a lavorare con maggiore serenità nel corso di un incontro con lo psicologo (o altro terapeuta).
L’utilizzo dei suoni può essere vantaggioso inoltre anche per il rallentamento del Sistema Autonomo. Esistono suoni che possono indurre il rallentamento della frequenza cardiaca e l’abbassamento della pressione sanguigna, attivando il sistema nervoso parasimpatico (riposo e digestione).
Non dobbiamo pensare al mondo della psicologia in modo limitato e rigido: oggi la psicologia ci consente di supportare una persona che attraversa un momento di difficoltà anche attraverso l’utilizzo di strumenti non strettamente convenzionali che siano in grado di favorire un veloce benessere.
acidi grassi a catena corta allarme amigdala ansia attenzione attività fisica benessere burnout calma cervello coaching cortisolo depressione digital detox disbiosi Disturbo da Deficit di Attenzione droghe farmaci felicità fitoterapia GABA interazione bidirezionale Luca Speciani malattie neurodegenerative meditazione memoria microbiota intestinale mindfulness natura neuroinfiammazione OMS paura pnei psicologia psicoterapia resilienza salute salute mentale SCFA sforzo sistema limbico Sistema Nervoso Centrale social media stile di vita stress
acidi grassi a catena corta allarme amigdala ansia attenzione attività fisica benessere burnout calma cervello coaching cortisolo depressione digital detox disbiosi Disturbo da Deficit di Attenzione droghe farmaci felicità fitoterapia GABA interazione bidirezionale Luca Speciani malattie neurodegenerative meditazione memoria microbiota intestinale mindfulness natura neuroinfiammazione OMS paura pnei psicologia psicoterapia resilienza salute salute mentale SCFA sforzo sistema limbico Sistema Nervoso Centrale social media stile di vita stress