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  • SBALZI DI UMORE, AUTOSTIMA E RESILIENZA: COSA DICE LA PSICOLOGIA

    La psicologia identifica diversi fattori che possono scatenare queste “montagne russe emotive”: i fattori Biologici e Ormonali, lo stress e il burnout, lo stile di vita e l’evoluzione psicologica

    I primi sono determinati da fluttuazioni di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina, o cambiamenti ormonali (ciclo mestruale, gravidanza, menopausa, problemi alla tiroide) mentre i secondi accadono quando il carico cognitivo ed emotivo supera la nostra capacità di gestione e la “soglia di tolleranza” si abbassa rendendoci reattivi a ogni stimolo.

    Anche lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale: è ampiamente dimostrato come la privazione del sonno sia una delle cause primarie di instabilità emotiva (cosi come anche l’abuso di caffeina o zuccheri che possono creare picchi e crolli d’umore).

    Nelle fasi di transizione poi della nostra vita (adolescenza, crisi di mezza età), gli sbalzi sono spesso il risultato di una rinegoziazione dell’identità.

    Anche se ovviamente è da considerarsi normale sentirsi “su e giù” ogni tanto la psicologia clinica presta attenzione quando queste variazioni diventano invalidanti.

    Sbalzi d’umore estremi possono essere sintomi di quadri più complessi come il Disturbo Bipolare, il Disturbo Borderline di Personalità o la Ciclotimia. In questi casi, la diagnosi deve essere fatta esclusivamente da un professionista (spesso un psichiatra).

    La psicologia suggerisce un consulto se senti di aver perso il controllo, se i tuoi rapporti interpersonali ne soffrono o se sperimenti pensieri di autosvalutazione profonda durante i momenti di “down”. Un percorso terapeutico può aiutare a identificare i trigger (gli inneschi) e a costruire una resilienza emotiva più solida. Quando l’umore cambia “senza motivo”, le evidenze scientifiche ci dicono che in realtà un motivo esiste, ma si trova sotto la soglia della tua consapevolezza cosciente.

    Immagina la tua mente come una vasca da bagno. Ogni piccolo stress quotidiano, anche minimo (una mail letta di sfuggita, un rumore fastidioso, una preoccupazione per il futuro), è una goccia. La vasca si riempie in silenzio e all’improvviso l’ultima goccia — invisibile — fa traboccare tutto. Ti ritrovi giù di morale o irritabile e pensi: “Ma se non è successo niente!”. In realtà, è il peso accumulato di tutto ciò che hai ignorato durante la giornata o la settimana.

    A volte invece il “motivo” non è psicologico, ma puramente fisiologico. Il cervello reagisce a segnali del corpo che noi non interpretiamo subito come fisici (come micro-variazioni di glucosio, stanchezza neurocognitiva e alterazione dei ritmi circadiani).

    Il nostro cervello è una macchina che crea collegamenti: un odore, un tono di voce alla radio, o persino una particolare luce pomeridiana possono attivare un ricordo emotivo archiviato. Per esempio se una luce ci ricorda una domenica malinconica dell’infanzia questa può innescare un senso di vuoto, anche se oggi la tua vita va bene. Non riconosci il collegamento, vedi solo l’effetto: lo sbalzo d’umore.

    Tuttavia oggi sappiamo che attraverso diverse tecniche di neuropsicologia del benessere o di psicoterapia cognitivo -comportamentale è possibile intervenire per riequilibrare rapidamente l’umore per ritrovare serenità ed equilibrio.

  • LA SALUTOGENESI: UN CAMBIO DI PARADIGMA

    La Salutogenesi è un concetto teorico e un approccio scientifico alla salute sviluppato dal sociologo medico Aaron Antonovsky (1923-1994) che si distingue dalla tradizionale patogenesi perché non si concentra sulle cause della malattia (pathos), ma sulle origini e le risorse che generano e mantengono la salute (salus).

    Il modello salutogenico di Antonovsky si basa sull’idea che la salute non sia una condizione dicotomica (sano o malato), ma un continuum dinamico tra i poli del “benessere” (salute ottimale) e del “malessere” (malattia grave). Tutti gli individui si collocano in un punto lungo questo spettro e sono costantemente esposti a fattori di stress. Antonovsky vede l’essere umano in un flusso costante, dove la salute è un processo dinamico di adattamento e non uno stato fisso. La domanda centrale non è “Perché le persone si ammalano?”, ma “Perché le persone rimangono sane (o si muovono verso il polo della salute) nonostante l’esposizione costante allo stress?”.

    Il concetto cardine della Salutogenesi è il Senso di Coerenza (SOC), definito come un orientamento globale che esprime quanto un individuo ha un sentimento di fiducia per cui:

    Comprensibilità (Comprehensibility): Gli stimoli che provengono dall’ambiente interno ed esterno sono percepiti come strutturati, prevedibili e spiegabili. Gli eventi della vita sono compresi cognitivamente.

    Gestibilità (Manageability): L’individuo percepisce di avere risorse adeguate (le proprie o quelle disponibili esternamente) per far fronte alle richieste poste dagli stimoli. C’è la fiducia di poter affrontare e gestire le sfide.

    Significatività (Meaningfulness): Le sfide della vita sono percepite come degne di investimento, impegno e partecipazione emotiva. È la dimensione motivazionale: le richieste non sono viste come fardelli, ma come sfide da affrontare.

    La salutogenesi cambia l’approccio spostando il focus da ciò che ci fa ammalare a ciò che genera salute

    Le Risorse di Resistenza Generalizzate (GRR) sono fattori biologici, materiali e psicosociali che aiutano l’individuo a gestire efficacemente le tensioni e a sviluppare un SOC forte. Sono le risorse che permettono di vedere la vita come coerente, strutturata e comprensibile e includono fattori Biologici (come una sana costituzione, un buon funzionamento del sistema neuro-endocrino-immunitario), fattori Materiali (come denaro e un ambiente di vita sicuro) e fattori Psico-sociali/Culturali (come conoscenza, esperienza, intelligenza, supporto sociale, autostima, tradizioni culturali e resilienza). Il SOC è, in sostanza, la capacità di una persona di mobilitare e utilizzare queste GRR per affrontare lo stress e mantenere o migliorare la propria posizione sul continuum salute-malattia.

    Un senso di coerenza elevato è associato a una migliore capacità di coping (affrontamento dello stress) e a un movimento verso il polo della salute nel continuum

    La Salutogenesi fornisce una cornice teorica che ha importanti implicazioni in diverse discipline scientifiche:

    1)     Medicina Preventiva e Sanità Pubblica: Sposta il focus dalla mera riduzione dei fattori di rischio (tipica della patogenesi) alla promozione attiva dei fattori che generano salute, incoraggiando lo sviluppo del SOC e delle GRR a livello individuale e comunitario.

    2)     Psicologia della Salute e Neuroscienze: Sottolinea l’importanza degli stati mentali ed emotivi (come il senso di coerenza e la percezione di controllo) nell’influenzare biologicamente la risposta immunitaria e l’equilibrio omeostatico, in linea con il modello PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia).

    3)     Organizzazione del Lavoro: Il SOC è correlato al burnout e alla salute lavorativa. Ambienti di lavoro che promuovono la chiarezza dei ruoli (Comprensibilità), la partecipazione alle decisioni (Gestibilità) e l’attribuzione di valore al compito (Significatività) sono considerati salutogenici.

    Fonte:

    Lindström, B., & Eriksson, M. (2005). Professor Aaron Antonovsky (1923–1994): the father of the salutogenesis. Journal of Epidemiology & Community Health, 59(6), 511-511.

  • DIPENDENZE IN ITALIA: UN ALLARME SILENZIOSO. CINQUE MILIONI IN ITALIA A RISCHIO TRA ALCOL E DROGHE

    L’Italia è stretta nella morsa di una devastante emergenza dipendenze. Si stimano cinque milioni di cittadini a rischio, un numero che include 910.000 giovani che fanno uso regolare di sostanze, una vera e propria “Generazione sballo”. Il quadro, che sarà discusso al X Congresso Nazionale della S.I.Pa.D., è aggravato dall’identificazione di 79 nuove sostanze psicoattive solo quest’anno.

    Il Dott. Claudio Leonardi, Presidente S.I.Pa.D., lancia un appello: “Non possiamo più ignorare questa realtà. Ogni numero rappresenta una storia, una famiglia distrutta. È tempo di risposte concrete e innovative.”

    I dati sono impietosi: quattro milioni di italiani bevono alcol in modo rischioso, con un aumento dell’80% nel consumo femminile nell’ultima decade. Sebbene gli accessi ai pronto soccorso droga-correlati (8.378 nel 2024) siano leggermente diminuiti, il 10% degli accessi riguarda minori.

    L’innovazione nel mercato delle droghe, dominato da catinoni e cannabinoidi sintetici, complica la gestione dell’emergenza. Questo scenario ha portato oltre 160.000 studenti italiani a essere definiti ‘poli consumatori’, combinando cannabis, nicotina e alcol.

    I SerD (Servizi pubblici per le Dipendenze) assistono circa 135.000 persone, ma il sommerso stimato è di oltre mezzo milione di individui, per lo più giovani a rischio, che non sono intercettati dalle statistiche ufficiali.

    I danni derivanti dalle dipendenze da sostanze sono vasti e si manifestano su più livelli: fisico, psicologico, comportamentale e sociale. Non riguardano solo la persona che ne è dipendente, ma l’intero contesto familiare e sociale. Ma quali danni produce questa situazione?

    L’abuso cronico di sostanze attacca diversi organi e sistemi del corpo

    Tutte le droghe alterano la chimica e la struttura del cervello, soprattutto il sistema nervoso centrale. Le conseguenze includono riduzione delle capacità di apprendimento, memorizzazione, capacità affettiva e di giudizio critico. Particolarmente colpito il fegato da alcol e alcune sostanze, può portare a epatiti, cirrosi e insufficienza epatica. Documentato poi un aumento del rischio di infarti, ictus, ipertensione e disturbi cardiaci, specialmente con l’uso di stimolanti come la cocaina, problemi ai polmoni: Problemi respiratori, asma e rischio di tumori (nel caso di fumo o inalazione) e ai reni (danni e insufficienza renale, specie con alcune nuove sostanze sintetiche. Sono infine documentati altri innumerevoli problemi: indebolimento Immunitario, aumento di malattie trasmissibili il rischio di overdose e morte:, e danni in gravidanza.

    Le alterazioni cerebrali e lo stile di vita imposto dalla dipendenza portano a gravi problemi mentali: sono spesso sia causa che conseguenza dell’abuso, con un peggioramento delle condizioni preesistenti, della perdita di contatto con la realtà, allucinazioni e comportamenti paranoidi, specialmente con stimolanti o cannabinoidi sintetici.

    La ricerca e l’uso della sostanza diventano la priorità assoluta, distruggendo la vita sociale e lavorativa

    Si tratta di un tema grave le cui cause sono sicuramente complesse e multifattoriali ma per le quali occorre intervenire per non rischiare un disastro futuro.