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  • IL TRAINING AUTOGENO: COSA E’ E QUANDO USARLO

    L’Allenamento Autogeno (o Training Autogeno) è una tecnica di rilassamento profondo sviluppata negli anni ’30 dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz.

    Il termine “autogeno” deriva dal greco e significa “che si genera da sé”: l’obiettivo è infatti quello di indurre uno stato di calma e benessere fisico attraverso l’auto-suggestione, senza dipendere da stimoli esterni o dal terapeuta.

    La tecnica si basa sulla connessione mente-corpo. Attraverso la ripetizione mentale di specifiche formule, si inviano segnali al sistema nervoso vegetativo per invertire la risposta allo stress (la reazione “attacca o fuggi”).

    Il percorso standard si articola in sei tappe progressive, ognuna focalizzata su una sensazione fisica specifica:

    1. Esercizio della Pesantezza: Favorisce il rilassamento muscolare (es. “Il mio braccio destro è molto pesante”).
    2. Esercizio del Calore: Induce la vasodilatazione periferica (es. “Il mio braccio destro è molto caldo”).
    3. Esercizio del Cuore: Regola la frequenza cardiaca.
    4. Esercizio del Respiro: Rende la respirazione calma e regolare (es. “Il mio respiro è calmo, io sono il mio respiro”).
    5. Esercizio del Plesso Solare: Favorisce il rilassamento degli organi digestivi.
    6. Esercizio della Fronte Fresca: Induce una sensazione di lucidità mentale e calma.

    Il Training Autogeno è molto più di un semplice momento di relax; se praticato con costanza, agisce come un vero e proprio “reset” per l’organismo:

    • Riduzione dello stress e dell’ansia: Abbassa i livelli di cortisolo nel sangue.
    • Miglioramento del sonno: Utile per chi soffre di insonnia o risvegli notturni.
    • Gestione del dolore: Aiuta a mitigare cefalee muscolo-tensive e disturbi psicosomatici.
    • Recupero energetico: 15 minuti di pratica possono equivalere a un breve sonnellino ristoratore.
    • Controllo emotivo: Maggiore stabilità di fronte alle difficoltà quotidiane.

    Il training autogeno può essere molto utile nell’insonnia.

    L’insonnia è una delle applicazioni più efficaci del Training Autogeno. Quando siamo a letto e non riusciamo a dormire, spesso la mente entra in un loop di “iper-allerta”: ci sforziamo di dormire, il che genera frustrazione, che a sua volta aumenta l’adrenalina, rendendo il sonno ancora più lontano.

    Il Training Autogeno rompe questo circolo vizioso disattivando il sistema nervoso simpatico.

    Se il tuo obiettivo è scivolare nel sonno, la procedura cambia leggermente rispetto all’allenamento diurno. Nel primo caso si suddivide in due fasi: la fase di preparazione e la formula dell’abbandono.

    La prima fase (di preparazione)

    Sdraiati a pancia in su, gambe leggermente divaricate e punte dei piedi rivolte verso l’esterno. Le braccia sono distese lungo il corpo, non a contatto con il busto, con i palmi rivolti verso il basso o verso l’alto (come ti senti più comodo). Chiudi gli occhi.

    La Formula dell’Abbandono

    Inizia con una formula generica per “settare” l’intenzione:

    “Io sono perfettamente calmo e rilassato… Il mondo esterno è lontano… Sono pronto per il riposo.”

    Per l’insonnia, questi due esercizi sono i più potenti perché simulano ciò che accade naturalmente al corpo durante il sonno profondo: la pesantezza (immaginando che i tuoi arti diventino di piombo, sprofondando nel materasso) e calore (immaginando un piacevole tepore che si diffonde dalle mani e dai piedi verso il centro del corpo. Il calore distende i vasi sanguigni e abbassa la pressione).

    In una sessione diurna, alla fine si eseguono dei movimenti bruschi (braccia flesse, respiro profondo) per tornare vigili. Per l’insonnia, la ripresa va saltata. Devi lasciare che l’ultima formula (solitamente quella della Fronte Fresca) sfumi nel sonno vero e proprio.

    Il Training Autogeno non è un comando, ma un’induzione. Se pensi “Devo dormire subito”, crei tensione. Concentrati solo sulla sensazione fisica (es. il peso del braccio) e lascia che il sonno sia un effetto collaterale.

  • COS’E’ LA NEUROGENESI E COME STIMOLARLA

    Il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) è una proteina che agisce come un potentissimo nutriente per i tuoi neuroni.

    Senza BDNF i neuroni appassiscono, le connessioni si indeboliscono e il giardino diventa arido (difficoltà di apprendimento, depressione, declino cognitivo) ma con con molto BDNF: I neuroni creano nuovi rami, le radici si fortificano e il giardino prospera. Ma quali sono le 3 funzioni chiave del BDN?


    Possiamo davvero creare nuovi neuroni?

    Fino a pochi decenni fa si pensava che nascessimo con un numero fisso di neuroni destinati solo a diminuire. Oggi sappiamo che non è così.

    La neurogenesi avviene principalmente in una zona specifica: l’Ippocampo (la sede della memoria e della regolazione emotiva). Le cellule staminali neurali si dividono e si trasformano in neuroni funzionali,ma non basta “creare” il neurone: esso deve sopravvivere e integrarsi nei circuiti esistenti. Senza stimoli (o senza BDNF), il nuovo neurone muore in pochi giorni. Esistono vari modi efficaci per aumentare la produzione di questo “fertilizzante” naturale di cui uno davvero molto potente: l’esercizio Fisico ovvero il re dello stimolo!

    L’attività aerobica è lo stimolo più potente conosciuto per il BDNF: corsa, nuoto o camminata veloce per almeno 30-40 minuti possono essere un potente fertilizzante per stimolare il nostro cervello. Quando i muscoli lavorano, rilasciano una proteina chiamata Irisina, che viaggia fino al cervello e ordina di produrre più BDNF.

    Anche l’alimentazione e il digiuno Intermittente possono aiutare il cervello

    Il cervello produce più BDNF quando “ha fame” (una risposta evolutiva per renderci più intelligenti nella ricerca del cibo). Il digiuno Intermittente (16/8) favorisce la produzione di corpi chetonici che stimolano l’espressione del gene del BDNF e i polifenoli e Omega-3 (mirtilli, cioccolato fondente (>85%), curcuma e pesce grasso sono i migliori alleati.

    Esistono altri straordinari naturali stimolanti di BDNF: il sonno profondo e l’arricchimento ambientale. Per quantro riguarda il sonno profondo va ricordato come la neurogenesi avviene principalmente mentre dormi. Durante il sonno profondo, il cervello attiva il sistema glinfatico (la “pulizia dei rifiuti”) e consolida i nuovi neuroni nati durante il giorno. Per quantro riguarda l’arricchimento ambientale (come imparare cose nuove), va ricordato come il cervello richieda di essere costantemente stimolato.

    Il cervello segue la regola del “Use it or lose it” (usalo o perdilo).

    E’ stato oramai ampiamente dimostrato come studiare una lingua, imparare a suonare uno strumento o viaggiare in posti nuovi “costringa” i nuovi neuroni a integrarsi nei circuiti per non morire.

    In estrema sintesi quindi vediamo con una tabella riassuntiva come stimolare il BDNF in modo naturale e intelligente:


    Tabella Riassuntiva: I Killer vs. Gli Alleati

    Fattori che DISTRUGGONO il BDNFFattori che AUMENTANO il BDNF
    Stress cronico (Cortisolo alto)Esercizio aerobico costante
    Zuccheri raffinati e grassi transDigiuno intermittente / Restrizione calorica
    Isolamento socialeApprendimento continuo (sfide cognitive)
    Privazione del sonnoEsposizione al sole (Vitamina D)

    Un consiglio pratico

    Se vuoi un “picco” immediato di BDNF, la combinazione vincente è: Attività fisica intensa seguita da una doccia fredda e poi una sessione di studio o lettura. L’esercizio prepara il terreno, il freddo dà la scossa e lo studio dice ai nuovi neuroni dove posizionarsi.