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  • PERCHE’ CONFONDIAMO L’AMORE CON UNA GIOSTRA?

    PERCHE’ CONFONDIAMO L’AMORE CON UNA GIOSTRA?

    Ti è mai capitato di vivere un amore così travolgente da farti girare la testa, per poi vederlo svanire nel nulla dopo un anno o due? Споiler: non era sfortuna, ed è molto probabile che la colpa sia del tuo cervello.

    Quando ci innamoriamo, la nostra testa diventa un laboratorio chimico in piena regola. Iniziamo a produrre dopamina (la molecola del desiderio), ossitocina e persino feniletilammina (un’anfetamina del tutto naturale!). In poche parole: l’infatuazione ci droga.

    Il problema nasce quando scambiamo questa “sbornia ormonale” per l’unica vera forma di amore.

    Tutte le tempeste chimiche, per leggi di natura, sono destinate a placarsi dopo 12-24 mesi per fare spazio a ormoni più tranquilli, come le endorfine della stabilità.

    Ma chi è “dipendente dalla scossa” non ci sta. Quando l’effetto della giostra finisce, pensa che l’amore sia finito. E così scarica il partner per buttarsi a capofitto alla ricerca di un nuovo “fornitore” di dopamina.

    Ma perché lo facciamo? Spesso, senza accorgercene, lo facciamo per paura.

    Costruire una relazione vera fa paura. Richiede di svelarsi, mostrarsi vulnerabili, negoziare ogni giorno e fare progetti a lungo termine.

    Per evitare questo rischio, mettiamo in atto un trucco inconscio: alziamo l’asticella a livelli irraggiungibili. Pretendiamo che la “magia” iniziale duri per sempre. In questo modo ci garantiamo che nessuno sarà mai quello “giusto”, distruggendo la storia prima che diventi così intima da spaventarci.

    I progetti richiedono due persone mature che scelgono di camminare insieme. La chimica richiede solo due corpi che si attraggono

    Perché scegliamo sempre le persone “sbagliate”?

    Scegliere partner instabili, sfuggenti o superficiali non è un caso, è una difesa.

    Un partner senza spessore non ti chiederà mai un’intimità autentica. Con lui sarai sempre al sicuro dal rischio di legarti davvero.

    Molte volte questo schema nasce nell’infanzia: se da piccole abbiamo avuto una figura paterna fredda o imprevedibile, impariamo che gli uomini sono “pericolosi” e vanno controllati prima che ci feriscano. La bellezza o la seduzione diventano una corazza: “Se ti conquisto e ti faccio impazzire, non potrai lasciarmi”.

    Quando la chimica iniziale inevitabilmente si spegne, il partner “superficiale” mostra la sua vera natura: indifferenza ed egoismo. L’illusione del controllo crolla, ci si sente umiliati e ci si tuffa di nuovo nella caccia di una nuova “scossa”, ricominciando il ciclo da capo.

    Per uscire da questo loop, serve cambiare prospettiva e considerare due aspetti estremamente importanti:

    Il primo è che l’amore maturo non è una vertigine e non è un’emozione passiva che ti travolge, ma una scelta attiva che fai ogni giorno;

    Il secondo è che la calma non è noia. La tranquillità in una coppia non significa che l’amore sia finito, ma che è finalmente arrivata la sicurezza.

    1. DIPENDENZE IN ITALIA: UN ALLARME SILENZIOSO. CINQUE MILIONI IN ITALIA A RISCHIO TRA ALCOL E DROGHE

      L’Italia è stretta nella morsa di una devastante emergenza dipendenze. Si stimano cinque milioni di cittadini a rischio, un numero che include 910.000 giovani che fanno uso regolare di sostanze, una vera e propria “Generazione sballo”. Il quadro, che sarà discusso al X Congresso Nazionale della S.I.Pa.D., è aggravato dall’identificazione di 79 nuove sostanze psicoattive solo quest’anno.

      Il Dott. Claudio Leonardi, Presidente S.I.Pa.D., lancia un appello: “Non possiamo più ignorare questa realtà. Ogni numero rappresenta una storia, una famiglia distrutta. È tempo di risposte concrete e innovative.”

      I dati sono impietosi: quattro milioni di italiani bevono alcol in modo rischioso, con un aumento dell’80% nel consumo femminile nell’ultima decade. Sebbene gli accessi ai pronto soccorso droga-correlati (8.378 nel 2024) siano leggermente diminuiti, il 10% degli accessi riguarda minori.

      L’innovazione nel mercato delle droghe, dominato da catinoni e cannabinoidi sintetici, complica la gestione dell’emergenza. Questo scenario ha portato oltre 160.000 studenti italiani a essere definiti ‘poli consumatori’, combinando cannabis, nicotina e alcol.

      I SerD (Servizi pubblici per le Dipendenze) assistono circa 135.000 persone, ma il sommerso stimato è di oltre mezzo milione di individui, per lo più giovani a rischio, che non sono intercettati dalle statistiche ufficiali.

      I danni derivanti dalle dipendenze da sostanze sono vasti e si manifestano su più livelli: fisico, psicologico, comportamentale e sociale. Non riguardano solo la persona che ne è dipendente, ma l’intero contesto familiare e sociale. Ma quali danni produce questa situazione?

      L’abuso cronico di sostanze attacca diversi organi e sistemi del corpo

      Tutte le droghe alterano la chimica e la struttura del cervello, soprattutto il sistema nervoso centrale. Le conseguenze includono riduzione delle capacità di apprendimento, memorizzazione, capacità affettiva e di giudizio critico. Particolarmente colpito il fegato da alcol e alcune sostanze, può portare a epatiti, cirrosi e insufficienza epatica. Documentato poi un aumento del rischio di infarti, ictus, ipertensione e disturbi cardiaci, specialmente con l’uso di stimolanti come la cocaina, problemi ai polmoni: Problemi respiratori, asma e rischio di tumori (nel caso di fumo o inalazione) e ai reni (danni e insufficienza renale, specie con alcune nuove sostanze sintetiche. Sono infine documentati altri innumerevoli problemi: indebolimento Immunitario, aumento di malattie trasmissibili il rischio di overdose e morte:, e danni in gravidanza.

      Le alterazioni cerebrali e lo stile di vita imposto dalla dipendenza portano a gravi problemi mentali: sono spesso sia causa che conseguenza dell’abuso, con un peggioramento delle condizioni preesistenti, della perdita di contatto con la realtà, allucinazioni e comportamenti paranoidi, specialmente con stimolanti o cannabinoidi sintetici.

      La ricerca e l’uso della sostanza diventano la priorità assoluta, distruggendo la vita sociale e lavorativa

      Si tratta di un tema grave le cui cause sono sicuramente complesse e multifattoriali ma per le quali occorre intervenire per non rischiare un disastro futuro.