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  • DA UN COMPOSTO ORGANICO NATURALE UNA POSSIBILE RISORSA ANTIINFIAMMATORIA PER POTENZIARE I FARMACI CONTRI I TUMORI

    Nel giorno in cui viene divulgata la notizia della scomparsa dell’attore James William Van Der Beek a causa di un tumore al colon (https://www.rainews.it/articoli/2026/02/addio-a-james-van-der-beek-il-volto-di-dawsons-creek-aveva-48-anni-7bd7dfa5-8006-4e2c-9325-b674485c02f9.html), noto per aver interpretato nel serial movie Dawson’s Creek il personaggio “Dawson”, mi sovviene alla memoria un composto organico, la castalagina, appartenente alla classe degli ellagitannini idrolizzabili, una sottocategoria dei polifenoli nota soprattutto per essere uno dei principali componenti estrattivi del legno di quercia (Quercus robur e Quercus petraea) e del castagno (Castanea sativa).

    In natura, la castalagina non serve a “dare sapore”, ma funge da sistema di difesa chimica sia per le sue proprietà Antifeedant (il sapore estremamente astringente scoraggia il consumo da parte di erbivori e insetti) e sia per l’azione Antimicrobica (in quanto inibisce la crescita di funghi e batteri degradatori del legno). Lo fa sequestrando i metalli (chelazione) necessari al metabolismo microbico o inattivando gli enzimi extracellulari dei patogeni attraverso la precipitazione proteica. Quando il vino o i distillati affinano in botte, la castalagina viene rilasciata dal legno nel liquido, svolgendo ruoli cruciali:

    • Regolazione Redox: Agisce come un “sacrificio” chimico. Si ossida rapidamente, consumando l’ossigeno che entra attraverso le doghe della botte. Questo protegge i composti più delicati del vino dall’ossidazione incontrollata.
    • Stabilizzazione del Colore: Interagisce con le antocianine (i pigmenti del vino rosso) favorendo la formazione di polimeri stabili. Questo processo impedisce che il vino perda colore col tempo.
    • Modifica Sensoriale: Sebbene pura sia molto amara, la sua interazione con le macromolecole del vino contribuisce alla struttura e alla sensazione di “corpo” in bocca.

    La ricerca scientifica recente ha evidenziato potenzialità farmacologiche interessanti:

    • Attività Anti-infiammatoria: È in grado di inibire mediatori della flogosi come l’interleuchina-6 (IL-6).
    • Effetto Prebiotico: Recentemente, studi hanno dimostrato che la castalagina può modulare il microbiota intestinale. È stato osservato che favorisce la crescita di batteri benefici come l’Akkermansia muciniphila, che è associata a una migliore risposta immunitaria (anche in ambito oncologico).
    • Potere Antiossidante: Grazie ai numerosi gruppi ossidrilici (−OH), è un eccellente “scavenger” di radicali liberi, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo.

    I risultati più rilevanti della ricerca sulla castalagina contro il cancro derivano principalmente dallo studio condotto dal team del Dr. Bertrand Routy (Università di Montreal), pubblicato nel 2022 sulla prestigiosa rivista Cancer Discovery.

    Sebbene la ricerca si trovi attualmente in una fase di transizione fondamentale tra la sperimentazione preclinica avanzata e i trial clinici sull’uomo (come il trial NCT05303493 su pazienti con cancro al polmone e melanoma), i dati emersi sono considerati una pietra miliare per l’oncologia moderna.

    Il risultato più eclatante riguarda i cosiddetti “non-responder” ai farmaci anti-PD-1 (inibitori dei checkpoint immunitari). Molti pazienti non rispondono all’immunoterapia perché il loro sistema immunitario non “vede” il tumore. La castalagina agisce come un adiuvante metabolico. Somministrata oralmente, è stata in grado di ripristinare l’efficacia dei farmaci immunoterapici in modelli che prima erano completamente resistenti al trattamento (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35031549/)

    Questa straordinaria molecola on attacca direttamente le cellule tumorali, ma usa il microbiota intestinale come intermediario

    È stato scoperto che la castalagina si lega fisicamente alla superficie di un batterio benefico, il Ruminococcus bromii e che tramite questo legame stimola una cascata di segnali che aumenta il rapporto tra cellule T CD8+ (i “soldati” che uccidono il tumore) e le cellule T regolatorie (che invece lo proteggono). In pratica, “accende” il sistema immunitario all’interno del tumore.

    Lo studio ha rivelato che la castalagina induce cambiamenti metabolici sistemici

    La castalagina agisce su diversi fronti: innanzitutto aumenta la produzione di acidi biliari coniugati con taurina. Questi metaboliti circolanti sembrano avere un ruolo diretto nel favorire l’attivazione delle cellule immunitarie contro le metastasi. A differenza dei prebiotici generici (come le fibre), la castalagina ha un’azione mirata in quanto a favorisce la crescita di batteri associati a una prognosi positiva (come le famiglie delle Ruminococcaceae e Alistipes) e  riequilibra il microbiota derivante da pazienti oncologici refrattari, rendendolo simile a quello dei pazienti che guariscono.

    I risultati clinici indicano che la castalagina potrebbe diventare una specialità terapeutica standard da affiancare all’immunoterapia per aumentare la percentuale di pazienti che guariscono.

    La castaladina potrebbe rendere più curabili tumori che oggi non rispondono ai farmaci tradizionali.

    Da un punto di vista psicosomartico poi non può certo essere dimenticato come esista un legame profondo e scientificamente riconosciuto tra la nostra mente e il nostro intestino, tanto che quest’ultimo viene spesso definito il “secondo cervello”. Quando parliamo di colon e psicosomatica, ci riferiamo a come le emozioni non elaborate “scarichino” la loro energia sull’apparato digerente. In psicosomatica, il colon è l’organo deputato all’assimilazione e, soprattutto, al lasciare andare. Il colon gestisce i rifiuti e se a livello psicologico abbiamo difficoltà a chiudere con il passato, a perdonare o a superare un torto, il corpo può “mimare” questo blocco attraverso la stipsi. Chi soffre di disturbi al colon spesso ha una forte necessità di controllo sulla propria vita e sulle proprie emozioni. Quando la realtà sfugge di mano, l’intestino reagisce. Va inoltre ricordato che la colite o la diarrea improvvisa sono spesso legate alla paura viscerale e rappresentano il tentativo del corpo di espellere rapidamente qualcosa di “indigesto” o minaccioso. Non è solo una questione filosofica, ma biologica. Il sistema nervoso enterico comunica costantemente con il sistema nervoso centrale attraverso il nervo vago.

    Un supporto psicologico professionale associato ad uno stile di vita appropriato potrebbero aiutare tutti, incluse quelle persone pur non portando nella propria genetica una predisposizione, temono di ammalarsi anzitempo di questo pericoloso tumore.