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  • L’IMPORTANZA DELLE RELAZIONI NELLA PSICOFISIOLOGIA DEL BENESSERE

    Le relazioni giocano un ruolo centrale e non solo accessorio nella Psicofisiologia del Benessere, agendo come potenti regolatori biologici e predittori di salute fisica e mentale.

    L’essere umano è un animale sociale; l’interazione con gli altri non è solo un bisogno psicologico, ma un imperativo biologico che influenza direttamente l’attività del nostro Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e il nostro equilibrio ormonale.

    L’importanza delle relazioni è spiegata attraverso il concetto di co-regolazione e l’attivazione di sistemi neurobiologici specifici che include la Teoria Polivagale (sviluppata da Stephen Porges), e il Vago Ventrale (che media il Sistema di Coinvolgimento Sociale).

    Quando siamo in presenza di relazioni sicure, supportive e accoglienti, si attiva il Vago Ventrale. Questo stato è associato alla calma, a una frequenza cardiaca regolare, a una respirazione tranquilla e alla capacità di connessione sociale (come il contatto visivo, l’espressione facciale e il tono di voce modulato).

    Una relazione sicura funge da “ancora” che aiuta a co-regolare il nostro sistema nervoso, riportandolo allo stato di calma anche dopo momenti di stress.

    Le interazioni sociali positive e il contatto fisico (anche solo il contatto visivo rassicurante) stimolano il rilascio di neuropeptidi e ormoni che hanno effetti calmanti e protettivi tra i quali l’ossitocina (l’ormone dell’amore” o del legame che è rilasciata durante le interazioni positive e il contatto e che ha un potente effetto ansiolitico e contribuisce a ridurre la produzione di ormoni dello stress come il cortisolo ma anche le endorfine (gli oppioidi Endogeni che promuovono sensazioni di piacere e benessere, rafforzando i legami sociali).

    Le relazioni di supporto fungono da tampone fisiologico contro gli effetti tossici dello stress cronico in quanto verifica una minore attivazione Simpatica (poiché sapere di poter contare su qualcuno e disporre di un supporto emotivo o strumentale che riduce la percezione di minaccia, attenuando l’attivazione del sistema simpatico (la risposta di “attacco o fuga”) e, di conseguenza, la reattività fisiologica (es. meno aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca sotto stress).

    Le evidenze scientifiche confermano che la qualità delle relazioni è un fattore predittivo cruciale per la salute a lungo termine promuovendo la longevità, la salute cardiovascolare, la salute mentale e il sistema immunitario

    Studi storici (come il Grant Study di Harvard) hanno dimostrato che la qualità delle relazioni è il fattore più forte per la longevità e la felicità, superando anche la genetica, il QI o la classe sociale. Forti legami sociali sono associati a una pressione sanguigna più bassa e a un minor rischio di malattie cardiache mentre la solitudine e l’isolamento sono correlati a un’infiammazione cronica e a un indebolimento della funzione immunitaria. Le relazioni positive sembrano sostenere la funzione immunitaria e le reti di supporto sociale rafforzano la resilienza, riducendo i livelli di ansia, depressione e migliorando il senso di autostima e controllo sulla propria vita.

  • PSICOFISIOLOGIA DEL BENESSERE, EPIGENETICA E BENEFICI

    La Psicofisiologia del Benessere è un campo interdisciplinare che studia la relazione bidirezionale tra i processi psicologici (mente) e i processi fisiologici (corpo), con un focus specifico sulla promozione e il mantenimento di uno stato di benessere ottimale. Essa si basa sul principio che la mente e il corpo non sono entità separate, ma un sistema integrato in cui pensieri, emozioni e stress influenzano direttamente le funzioni biologiche (es. ritmo cardiaco, respirazione, attività ormonale) e viceversa.

    La psicofisiologia del benessere ha un visione olistica (adotta cioè una visione olistica della persona, considerando l’individuo nella sua totalità (fisica, emotiva, cognitiva) e studia studia come le emozioni si manifestano nel corpo e come le persone possono imparare a autoregolare le proprie risposte fisiologiche e cognitive per migliorare la propria salute e benessere.

    Questo campo si avvale di diverse tecniche per la misurazione, l’intervento e l’autoregolazione:

    Biofeedback: Permette di misurare e monitorare in tempo reale alcune risposte fisiologiche (come la frequenza cardiaca, la tensione muscolare, la conduttanza cutanea) e di imparare a modificarle volontariamente per raggiungere uno stato di rilassamento o controllo.

    Neurofeedback: Simile al biofeedback, ma focalizzato sull’attività cerebrale (onde EEG), per allenare il cervello a produrre schemi di onde più funzionali al rilassamento, alla concentrazione o alla gestione dello stress.

    Tecniche Psicocorporee: Include pratiche come lo yoga, la Bioenergetica, la Mindfulness e le tecniche di respirazione (come quelle descritte nel libro “Respirando le emozioni: Psicofisiologia del benessere”), che mirano a sciogliere i blocchi fisici ed emotivi e ad aumentare la consapevolezza corporea. La Psicofisiologia del Benessere viene applicata in diversi ambiti:

    Gestione dello Stress e Ansia: Aiuta a riconoscere e modificare le risposte fisiologiche disfunzionali allo stress cronico.

    Potenziamento Cognitivo e Performance: Utilizzata per migliorare l’attenzione, la concentrazione e le prestazioni in ambito lavorativo, sportivo o scolastico (spesso tramite la Neuropsicologia del Benessere).

    Promozione della Salute: Contribuisce alla prevenzione e al supporto nel trattamento di disturbi psicosomatici e di alcune patologie croniche.

    Grazie alla psicofisiologia del Benessere è possibile fornire una base scientifica per comprendere come prenderci cura della nostra salute fisica attraverso la gestione della nostra vita emotiva e mentale.