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  • MEDICINA E PSICOLOGIA DELLO STILE DI VITA: COSA SONO E PERCHE’ CI POSSONO CAMBIARE LA VITA

    La Medicina dello Stile di Vita (o Lifestyle Medicine) è una disciplina medica basata sull’evidenza scientifica che si concentra sull’uso terapeutico di interventi sullo stile di vita per prevenire, trattare e persino invertire la progressione delle malattie croniche non trasmissibili (MCNT).

    La Lifestyle Medicine è definita come una specialità medica che utilizza approcci terapeutici fondati su prove di efficacia. Essa riconosce che la maggior parte delle MCNT, come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità e alcuni tipi di cancro, sono strettamente correlate a fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita.

    1) Approccio Eziologico: Si distingue dalla medicina tradizionale focalizzata primariamente sulla gestione dei sintomi (farmacologia o chirurgia) perché mira a trattare le cause profonde (eziologiche) della malattia cronica, che spesso risiedono in comportamenti e abitudini poco salutari;

    2) Interdisciplinarietà: Si muove in un campo interdisciplinare che include medicina interna, nutrizione, psicologia, neuroscienze, sociologia e sanità pubblica;

    3) Obiettivo Fisiopatologico: Gli interventi mirano a correggere la fisiopatologia sottostante comune a molte MCNT, come l’infiammazione sistemica di basso grado, la disfunzione endoteliale e la resistenza all’insulina, che sono fortemente influenzate da fattori ambientali e comportamentali (epigenetica). Secondo organizzazioni come l’American College of Lifestyle Medicine (ACLM), questa disciplina si basa su sei aree chiave di intervento, i cosiddetti “sei pilastri”, tutti supportati da una solida evidenza scientifica per la prevenzione e il trattamento delle MCNT:

    Alimentazione a Base Vegetale (Whole-Food, Plant-Based Diet)

    Si promuove un’alimentazione ricca di alimenti vegetali integrali (frutta, verdura, legumi, cereali integrali, noci e semi), limitando il consumo di cibi ultra-processati, zuccheri aggiunti, grassi saturi e carni rosse/lavorate. Studi dimostrano che questo modello nutrizionale può migliorare l’assetto lipidico, ridurre la pressione sanguigna, ottimizzare i livelli di glucosio e ridurre l’infiammazione.

    Attività Fisica Regolare

    Si raccomanda l’aderenza alle linee guida internazionali (es. OMS), che prevedono almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica a intensità moderata o 75 minuti a intensità vigorosa, oltre ad esercizi di rafforzamento muscolare. L’esercizio fisico migliora la salute cardiovascolare, aumenta la sensibilità all’insulina, favorisce la gestione del peso e ha effetti positivi sul tono dell’umore.

    Gestione dello Stress

    Utilizzo di tecniche come la mindfulness, la meditazione, lo yoga o la respirazione consapevole per affrontare lo stress cronico, che è associato a patologie come ipertensione, depressione e indebolimento immunitario.

    La gestione efficace dello stress riduce il rilascio di ormoni dello stress (es. cortisolo) che contribuiscono all’infiammazione e al danno vascolare.

    Sonno Adeguato:

    Assicurarsi un sonno ristoratore, tipicamente tra le 7 e le 9 ore a notte per gli adulti, e mantenere un ritmo circadiano regolare. La deprivazione cronica di sonno è correlata a un aumento del rischio di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, influenzando negativamente gli ormoni regolatori dell’appetito e del metabolismo.

     Evitamento di Sostanze Rischiose:

    Cessazione dell’uso di tabacco e limitazione o eliminazione dell’uso di alcol, droghe ricreative e uso improprio di farmaci. Queste sostanze sono noti fattori di rischio per molte MCNT e forme di cancro.

    Connessioni Sociali Positive:

    Mantenimento e coltivazione di relazioni interpersonali forti e supporto sociale. L’isolamento sociale è un fattore di rischio significativo per la mortalità precoce e per lo sviluppo di malattie croniche e depressione.

    Nella Lifestyle Medicine, il ruolo del professionista sanitario è quello di un coach e un partner terapeutico, non solo di un prescrittore. Vengono utilizzate tecniche come il Colloquio Motivazionale (Motivational Interviewing) per facilitare e sostenere il paziente nel percorso di cambiamento dei propri comportamenti a lungo termine, riconoscendo l’importanza dell’autoefficacia e della responsabilità personale nella gestione della propria salute.

    La Lifestyle Medicine rappresenta un cambiamento di paradigma verso un approccio proattivo e preventivo, ponendo lo stile di vita come la “medicina” di base più potente ed economicamente vantaggiosa per la salute globale.

    Ma cosa è e come si relaziona la Psicologia dello Stile di vita con la Medicina dello Stile di Vita?

    Se la Medicina dello Stile di vita si concentra sul cosa (i sei pilastri), la Psicologia dello Stile di Vita si concentra sul come e sul perché i comportamenti vengono adottati, mantenuti o cambiati.

    Non esiste un’unica disciplina chiamata formalmente “Psicologia dello Stile di Vita” quanto un’area di indagine multidisciplinare che attinge pesantemente dalla Psicologia della Salute (Health Psychology), dalla Psicologia Comportamentale e dalla Psicologia Sociale, con l’obiettivo di comprendere e influenzare i modelli comportamentali legati al benessere.

    La Psicologia dello Stile di Vita analizza i complessi fattori interni ed esterni che determinano le scelte e le abitudini quotidiane di un individuo e la loro relazione con la salute fisica e mentale.

    In un’ottica psicologica, lo stile di vita è inteso in due modi principali:

    Radice Adleriana (Interna): Risalente ad Alfred Adler, indica il principio unificante che organizza le tendenze, le mete e le aspirazioni di un individuo in un modello unico di azione. In quest’ottica, lo stile di vita riflette i valori, lo stile cognitivo e l’orientamento di base dell’individuo verso sé stesso, gli altri e la società.

    Contesto Comportamentale (Esterna/Sociale): L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce gli stili di vita come modelli di scelte comportamentali dalle alternative disponibili alle persone, in base alle loro circostanze socio-economiche. Questo enfatizza l’interazione tra le scelte individuali e le “opportunità di vita” (life chances) fornite dall’ambiente sociale.

    Lo psicologo dello stile di vita agisce come facilitatore del cambiamento, superando le barriere psicologiche che ostacolano l’adozione di abitudini sane. Per farlo opera sia attraverso una valutazione e comprensione psicologica  e sia attraverso tecniche e strategie di intervento.

    Sotto il primo profilo (valutazione e comprensione psicologica) si opera attraverso tre interventi:

    a) Identificazione delle Barriere: Analizzare i fattori che impediscono il cambiamento (es. mancanza di motivazione, stress cronico, schemi di pensiero disfunzionali, bassa autoefficacia, abitudini consolidate).

    b) Analisi Funzionale: Comprendere le funzioni che il comportamento non salutare svolge per l’individuo (es. mangiare per gestire l’ansia, fumare per sentirsi accettati socialmente) al fine di sostituirlo con meccanismi di coping più adattivi.

    c) Conflitti di Valore: Spesso, il problema non è la mancanza di conoscenza, ma il conflitto tra i valori dichiarati (es. “voglio essere sano”) e i valori messi in pratica (es. la gratificazione immediata).

    Sotto il secondo profilo (tecniche e strategie di intervento) il professionista utilizza tecniche comprovate per sostenere il paziente nel percorso di modifica dello stile di vita. Perché ciò avvenga si inizia con un colloquio Motivazionale (Motivational Interviewing – MI) attraverso un approccio collaborativo e centrato sul cliente per esplorare e risolvere l’ambivalenza al cambiamento. Il colloquio motivazionale aiuta il paziente a esprimere il proprio linguaggio di cambiamento e a rafforzare la motivazione intrinseca.

    La terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) / Terapia dell’Accettazione e dell’Impegno (ACT) aiuta a identificare e modificare i pensieri e le credenze che sabotano lo stile di vita (es. “Se salto un giorno, è inutile continuare”) nonché a promuovere l’accettazione dei disagi legati al cambiamento e l’impegno verso azioni che siano coerenti con i propri valori fondamentali.

    Utile anche insegnare a fissare obiettivi SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti, Temporizzabili attraverso  tecniche di Self-Regulation e Goal Setting  finalizzate a monitorare i progressi (self-monitoring) e a sviluppare strategie per affrontare le ricadute.

    La Psicologia dello Stile di Vita è l’ingrediente cruciale per trasformare la conoscenza medica dei sei pilastri in azione concreta e sostenibile a lungo termine, agendo sulle componenti psicologiche che guidano ogni singola scelta quotidiana.

  • Analisi e Risultati di uno Studio Sperimentale sull’Impatto della Mindful Walk in Ambiente Naturale sulla Riduzione dell’Ansia Percepita:uno studio sperimentale volto a indagare gli effetti psicofisiologici e auto-percepiti della camminata consapevole in natura (Mindful Walk in Nature) sul livello di ansia soggettiva.

    Lo studio ha delineato il costrutto di Mindful Walk, definendola come l’applicazione intenzionale dei principi di consapevolezza (attenzione non giudicante al momento presente) all’atto del camminare, focalizzando l’esperienza sul contatto sensoriale con l’ambiente naturale circostante.

    Il lavoro ha descritto dettagliatamente le tecniche operative per l’esecuzione della disciplina, includendo la focalizzazione sul respiro, sulle sensazioni propriocettive (contatto dei piedi con il suolo) e sull’input sensoriale esterno (vista, udito, olfatto). Tali pratiche sono state correlate a una rassegna critica degli studi scientifici esistenti che supportano i benefici della Mindful Walk, con particolare attenzione alla modulazione del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e alla promozione del tono vagale. Lo studio è stato condotto su un campione di $N = 26$ soggetti adulti, con un range di età compreso tra i 20 e i 60 anni. Un criterio di inclusione fondamentale è stata la familiarità pregressa con le discipline di Mindfulness e meditazione, fattore che può aver ottimizzato la compliance e l’efficacia del protocollo. I partecipanti sono stati sottoposti a un protocollo intensivo e a breve termine costituito da tre sedute di camminata consapevole. della durata di 30minuti per sessione. Le sedute sono state erogate a una distanza temporale di due giorni l’una dall’altra, per ottimizzare l’effetto cumulativo e di apprendimento. L’ansia percepita (variabile dipendente) è stata valutata tramite la somministrazione di una scala psicometrica standardizzata sull’ansia (specificata nel testo originale come anxiety scale), compilata dai soggetti in due momenti distinti: Pre-protocollo: Valutazione basale. Post-protocollo: Valutazione finale (dopo la terza sessione). I risultati finali hanno evidenziato un decremento sistematico del livello percepito di ansia in tutti i soggetti inclusi nel campione. Tale esito supporta l’ipotesi che l’integrazione di consapevolezza e immersione in natura sia un efficace modulatore dello stato ansioso. La significatività di questa riduzione è stata validata attraverso l’applicazione di un t-test per campioni appaiati (confronto pre-post protocollo), il cui risultato ha confermato l’efficacia dell’intervento. Questo risultato indica che la probabilità che la riduzione dell’ansia sia dovuta al caso è estremamente bassa, rendendo lo studio statisticamente significativo e rafforzando la validità interna dell’intervento.

    Fonte: Delpiano, Sara. “MINDFUL WALK IN NATURA: EFFETTI SULL’ANSIA.” (2023).