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  • I DISTURBI GASTROINTESTINALI NELLA PSICOSOMATICA

    In psicosomatica, l’apparato gastrointestinale è considerato il “secondo cervello” (sistema nervoso enterico). Non è solo una metafora: l’intestino e il cervello comunicano costantemente attraverso l’asse intestino-cervello, rendendo il sistema digerente il palcoscenico principale dove vengono messe in scena le emozioni che non riusciamo a “digerire” a livello conscio.

    Ecco un’analisi dei principali disturbi e del loro significato simbolico.

    1. L’Asse Intestino-Cervello

    Esiste una connessione biochimica e neurologica bidirezionale. Lo stress attiva il sistema nervoso simpatico, che rallenta la digestione o ne altera la motilità, causando dolore e infiammazione.


    2. Significato Simbolico dei Tratti Digerenti

    In psicosomatica, ogni segmento dell’apparato digerente corrisponde a una fase dell’elaborazione di un’esperienza:

    A. Lo Stomaco: L’Accoglienza e l’Aggressività

    Lo stomaco deve “accogliere” il cibo e “aggredirlo” con gli acidi per scomporlo.

    • Gastrite e Iperacidità: Rappresentano spesso una rabbia inespressa, un “bruciore” per un’ingiustizia subita o il senso di non riuscire a mandare giù un boccone amaro (un evento, una persona, una critica).
    • Nausea e Vomito: Esprimono il rifiuto netto di una situazione. “Non ne voglio sapere, lo espello”.

    B. L’Intestino Tenue: L’Analisi

    Qui avviene la separazione tra ciò che è utile e ciò che è scarto.

    • Difficoltà di assorbimento: Può indicare una tendenza a essere troppo analitici o critici, perdendosi nei dettagli della vita senza riuscire a trarne nutrimento vitale.

    C. Il Colon: Il Trattenere e il Lasciare Andare

    L’intestino crasso è legato alla capacità di abbandonare il passato.

    • Stipsi (Stitichezza): Simbolicamente è il trattenere. Può indicare avarizia (non solo economica, ma emotiva), paura di perdere il controllo o difficoltà a separarsi da vecchi schemi mentali e ricordi.
    • Colite e Diarrea: Rappresentano il bisogno di liberarsi in fretta di qualcosa di percepito come pericoloso o inaccettabile. Spesso legata all’ansia da prestazione: “Voglio che finisca presto”.

    3. La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS)

    È il disturbo psicosomatico per eccellenza. Si manifesta spesso in persone:

    • Molto responsabili e perfezioniste.
    • Che tendono a controllare eccessivamente le proprie emozioni.
    • Che vivono un conflitto tra il desiderio di compiacere gli altri e il bisogno di ribellarsi.

    L’intestino “irritato” riflette un’irritabilità emotiva che non trova sfogo a parole o con le azioni.

    4. Come Intervenire: Oltre il Sintomo

    Sebbene la dieta e i farmaci (come procinetici o antispastici) siano fondamentali per gestire il dolore acuto, l’approccio psicosomatico suggerisce di:

    1. Ascoltare il corpo: Chiedersi “Cosa sta succedendo nella mia vita che non riesco a digerire?” proprio quando compare il dolore.
    2. Gestione dello stress: Tecniche di rilassamento, mindfulness o training autogeno aiutano a de-tendere la muscolatura liscia viscerale.
    3. Psicoterapia: Utile per identificare i “bocconi amari” che abbiamo inghiottito senza reagire.

    Quando il “secondo cervello” è in fiamme, l’obiettivo è disinnescare la risposta di allarme del sistema nervoso che tiene contratti i muscoli involontari dell’addome.

    Ecco tre tecniche efficaci per allentare la tensione psicosomatica:

    1. Respirazione Diaframmatica (Il “Massaggio Interno”)

    È lo strumento più potente per stimolare il nervo vago, che è il freno naturale dello stress.

    • Come fare: Sdraiati o siediti comodamente. Metti una mano sul petto e l’altra sulla pancia (sopra l’ombelico).
    • L’esercizio: Ispira lentamente con il naso facendo gonfiare solo la pancia (la mano sul petto deve restare ferma). Espira con la bocca socchiusa lasciando che la pancia si sgonfi dolcemente.
    • Perché funziona: Questo movimento esegue un massaggio meccanico sugli organi interni e segnala al cervello che il “pericolo” è passato, riducendo l’acidità e i crampi.

    2. Esercizio di “Rilascio del Boccone” (Visualizzazione)

    Utile quando senti lo stomaco chiuso o “un nodo” dovuto a un evento specifico.

    • Chiudi gli occhi e individua il punto esatto della tensione (es. bocca dello stomaco).
    • Visualizza quella tensione come un oggetto fisico (un sasso, un nodo, una morsa).
    • Mentre espiri, immagina che quell’oggetto si sciolga o che tu lo stia finalmente “sputando” o lasciando andare.
    • Accompagna il gesto con l’affermazione mentale: “Non ho bisogno di trattenere questo peso, posso lasciarlo scorrere”.

    3. Automassaggio Viscerale Dolce

    Se senti l’intestino contratto (stipsi o colite), puoi aiutarlo manualmente seguendo il percorso fisiologico.

    • Usa un olio caldo (mandorle o lavanda).
    • Esegui dei piccoli cerchi in senso orario partendo in basso a destra (vicino all’anca), salendo verso le costole, attraversando l’addome e scendendo a sinistra.
    • Il senso orario è fondamentale: segue il transito intestinale e aiuta a “sbloccare” il ristagno energetico e fisico.

    Un piccolo trucco per la quotidianità

    Spesso i disturbi psicosomatici peggiorano perché “mangiamo le nostre emozioni”. Prova a fare questo test: la prossima volta che sei a tavola e senti tensione, fermati un istante e chiediti: “Sto mangiando perché ho fame o sto cercando di soffocare un pensiero?”. Se è la seconda, fai tre respiri profondi prima di continuare.

    Il reflusso gastroesofageo, in psicosomatica, rappresenta uno dei segnali più chiari di un conflitto tra ciò che accogliamo e ciò che vorremmo respingere. Se lo stomaco è il luogo della “digestione” degli eventi, l’esofago è il canale di passaggio: il reflusso è, letteralmente, un’inversione di marcia biologica.

    Ecco l’analisi dettagliata del significato profondo di questo disturbo:

    1. Il “Boccone Amaro” che risale

    A differenza della gastrite (che è rabbia che brucia dentro), il reflusso indica qualcosa che è già stato “inghiottito” ma che il nostro sistema profondo rifiuta di elaborare.

    • Simbolismo: Rappresenta una situazione, una frase o una persona che abbiamo accettato per dovere o per educazione, ma che in realtà ci “disgusta” o ci risulta inaccettabile.
    • Il ritorno: L’acido che sale verso l’alto è il tentativo simbolico di riportare fuori ciò che non doveva entrare.

    2. La Sfida all’Autorità e il “Mandare giù”

    Il reflusso colpisce spesso chi vive una discrepanza tra il proprio ruolo sociale/professionale e i propri desideri reali.

    • Il tema del potere: Spesso si manifesta in chi deve “mandare giù” direttive, critiche o atteggiamenti di un superiore o di un partner dominante senza poter replicare.
    • La risalita acida: È la protesta silenziosa. Non potendo urlare o rispondere verbalmente (l’esofago è vicino alle corde vocali), l’organismo usa l’acido per “esprimersi”.

    3. L’Incapacità di Dire di No

    Chi soffre di reflusso spesso ha difficoltà a porre dei confini.

    • In psicosomatica, la valvola (il cardias) che non chiude bene simboleggia una difficoltà nel mettere un limite tra l’esterno e l’interno.
    • È come se dicessi: “Sono così aperto e disponibile che lascio entrare tutto, anche ciò che mi fa male, e ora il mio corpo sta cercando di rimediare al mio eccesso di accondiscendenza”.

    4. Differenze di Sfumatura

    • Bruciore retrosternale (dietro il petto): È vicino al cuore. Indica spesso un dolore affettivo “acido”, una delusione amorosa o familiare che non riusciamo a digerire.
    • Rigurgito acido in bocca: Indica che il conflitto è arrivato al limite della parola. Sei quasi pronto a dire quello che pensi, ma l’emozione rimane bloccata a metà strada, irritando i tessuti.

    Cosa suggerisce la Psicosomatica per guarire?

    Oltre ai rimedi fisici (come la Mastiha di Chios che abbiamo visto, ottima per proteggere le mucose dell’esofago), il lavoro interiore dovrebbe concentrarsi su:

    1. Imparare a filtrare: Non accettare tutto passivamente. Chiediti: “Questa situazione mi appartiene davvero o la sto subendo?”.
    2. Esprimere l’acidità: Trova un modo sano per far uscire la rabbia o il dissenso. Se non puoi parlare direttamente alla persona interessata, scrivi una lettera (anche senza spedirla) o fai attività fisica intensa.
    3. Il momento del pasto: Il reflusso peggiora se mangi con l’ansia. Trasforma il pasto in un rito in cui “accogli” solo cose buone, isolandoti dalle preoccupazioni lavorative.

    La Mastic di Chios (conosciuta anche come Mastiha) è uno dei rimedi più antichi e potenti della tradizione mediterranea, definita spesso “la lacrima che guarisce”.

    In psicosomatica, l’atto di masticare questa resina dura che si scioglie lentamente ha un valore simbolico fortissimo: aiuta a “masticare e sminuzzare” i problemi che ci sembrano troppo duri da digerire.

    Cos’è esattamente?

    È una resina naturale prodotta esclusivamente dall’albero del lentisco (Pistacia lentiscus) nell’isola greca di Chios. Dal 2014 è protetta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

    I benefici scientifici per l’apparato digerente

    Non è solo tradizione; la scienza conferma proprietà straordinarie:

    • Antisettico naturale: È l’unico rimedio naturale con efficacia provata contro l’Helicobacter pylori, il batterio responsabile di molte gastriti e ulcere.
    • Antinfiammatorio: Riduce l’infiammazione del tratto gastrointestinale (ottima per colite e morbo di Crohn in fase lieve come confermato in una recente ricerca: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37569412).
    • Protettivo gastrico: Forma una sorta di pellicola sulle pareti dello stomaco, proteggendole dall’acidità eccessiva (reflusso).
    • Igiene orale: Combatte la placca e l’alitosi (spesso legata a cattiva digestione:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37147480/).

    Come utilizzarla (Formati e Dosaggi)

    Esistono tre modi principali per assumerla, a seconda del tuo obiettivo:

    FormatoUtilizzo idealeCome si usa
    Lacrime (Resina grezza)Riflessologia orale e gastriteSi mastica come una gomma (senza deglutirla subito). All’inizio è dura, poi diventa elastica.
    PolvereUlcere e reflussoSi scioglie mezzo cucchiaino in un bicchiere d’acqua (o yogurt) al mattino a digiuno.
    CapsuleTrattamento d’urto (H. Pylori)Seguire il dosaggio dell’erborista (solitamente 500mg-1g al giorno).

    Il “Rito della Masticazione” come terapia

    Se il tuo disturbo è psicosomatico, ti consiglio la resina grezza (le lacrime).

    Masticare la Mastiha richiede tempo e pazienza. In psicosomatica, questo esercizio aiuta a:

    1. Scaricare la tensione mandibolare: Molte persone che soffrono di stomaco soffrono anche di bruxismo (serrano i denti per la rabbia).
    2. Rallentare: Non puoi masticare la Mastiha di fretta. Ti costringe a un ritmo più lento, preparando lo stomaco all’accoglienza.

    Dove trovarla?

    La trovi nelle migliori erboristerie o nei negozi di prodotti biologici/greci. Assicurati che sia la “Chios Mastiha originale” (PDO – Denominazione di Origine Protetta) per evitare resine comuni di pino che non hanno gli stessi effetti terapeutici.

    Piccola dritta: Se la mastichi, all’inizio sentirai un sapore di pino e terra molto intenso, quasi amaro. È normale! Dopo pochi minuti diventa più neutro e rinfrescante.

    Certamente, completiamo il quadro con la parte pratica e le avvertenze. La Mastic di Chios è un rimedio molto sicuro, ma come ogni sostanza attiva va usata con consapevolezza.

    1. La Tisana “Balsamo di Chios”

    Se hai a disposizione la polvere di Mastiha, puoi preparare una bevanda lenitiva perfetta per i momenti di forte stress gastrico o reflusso.

    Ingredienti:

    • 1 tazza d’acqua (circa 200ml)
    • 1/2 cucchiaino di polvere di Mastiha (circa 1g)
    • 1 cucchiaino di semi di finocchio (per il gonfiore)
    • Un pizzico di zenzero fresco (opzionale, per la nausea)

    Preparazione:

    1. Porta l’acqua a ebollizione con i semi di finocchio e lo zenzero.
    2. Lascia in infusione per 5-7 minuti e poi filtra.
    3. Importante: Aggiungi la polvere di Mastiha solo quando l’acqua è tiepida (non bollente), per non alterare i suoi oli essenziali.
    4. Mescola bene finché non si scioglie parzialmente (tende a precipitare sul fondo, quindi continua a mescolare mentre bevi).

    2. Controindicazioni e Interazioni

    In linea generale, la Mastiha è ben tollerata, ma ecco a cosa prestare attenzione:

    • Gravidanza e Allattamento: Non ci sono studi sufficienti che ne garantiscano la sicurezza assoluta in queste fasi, quindi è meglio evitarla o consultare il medico.
    • Interazioni Farmacologiche: * Anticoagulanti/Antiaggreganti: La Mastiha potrebbe potenziare leggermente l’effetto di questi farmaci.
      • Farmaci per il Diabete: Può influire sui livelli di zucchero nel sangue; se prendi insulina o metformina, monitora la glicemia.
    • Allergie: Se sei allergico ai pistacchi o ad altre resine (come la trementina), fai molta attenzione o evita il prodotto.

    3. Il Consiglio per il “Lavoro Psicosomatico”

    Visto che abbiamo parlato dell’aspetto emotivo, usa il momento della tisana o della masticazione come una bolla di silenzio. Mentre la assumi, prova a visualizzare la resina che scende e “sigilla” le pareti dello stomaco, proprio come fa sull’albero per proteggerlo dalle ferite della corteccia. È un esercizio di autocura molto potente.

    Abbiamo visto il contratto (per la tua sicurezza legale), la psicosomatica (per capire il “perché” del corpo) e la Mastiha (per l’aiuto fisico).