In psicosomatica, la tiroide è considerata l’organo del ritmo, della comunicazione e del tempo. Essendo situata alla base del collo, funge da ponte tra il corpo (istinto e bisogni) e la testa (razionalità e controllo). Quando questa ghiandola non funziona correttamente, il corpo sta spesso urlando un disagio legato a “quanto velocemente” stiamo vivendo o a “quanto” ci sentiamo autorizzati a esprimere la nostra verità. La tiroide regola il metabolismo, ovvero la velocità con cui trasformiamo l’energia. Simbolicamente, rappresenta il nostro metabolismo esistenziale.

L’ipertiroidismo in psicosomatica ovvero “Correre per sopravvivere”
Chi soffre di ipertiroidismo vive spesso in uno stato di urgenza cronica. Il messaggio psicosomatico é: “Devo fare tutto in fretta”, “Non c’è tempo”, “Devo anticipare i pericoli” e interessa persone iperattive, che cercano di controllare tutto, spesso spinte da un profondo senso di insicurezza. La persona “brucia” le tappe per paura di restare indietro o di non essere all’altezza.
Al contrario, l’ipotiroidismo rallenta tutto. Il corpo entra in “risparmio energetico”. In questo secondo caso il messaggio psicosomatico è “Non ce la faccio più”, “Voglio fermarmi”, “Mi chiudo in me stesso” e riguarda individui il cui profilo psicosomatico spesso nasconde una delusione profonda o la rinuncia ai propri desideri. È il corpo che dice “basta” a un ritmo che non appartiene più all’anima, portando a stanchezza e apatia come forma di protezione dal mondo esterno.
La posizione della tiroide coincide con il quinto chakra (nella tradizione orientale), legato alla creatività e alla parola. In psicosomatica, i problemi alla tiroide (soprattutto i noduli) possono essere collegati a parole non dette (come emozioni, rabbia o bisogni che “restano in gola“) oppure alla creatività repressa. In questo secondo caso è il sentire di avere un potenziale o un talento che non trova sfogo nella vita quotidiana a causa di obblighi o doveri.
Secondo alcune scuole di psicosomatica (come la Nuova Medicina di Hamer o la Biodecodifica), la tiroide risponde a un conflitto di tempo in termini di velocità (sentire che le cose vanno troppo veloci e non si riesce a stare al passo e oppure desiderare che il tempo passi più in fretta per uscire da una situazione spiacevole oppure un conflitto di impotenza (per esempio sentire di avere le “mani legate” e non poter agire tempestivamente per cambiare una situazione).
Ma cosa fare concretamente per provare ad uscire da situazioni di questo genere?
In molti casi occorre lavorare su ritmo, espressione e controllo
Il ritmo riguarda il sentire che la mia vita sta andando troppo veloce o troppo lenta per i miei desideri reali, mentte l’espressione interessa il sentire che ci potrebbe essere qualcosa che vorrei dire o fare, ma che sto trattenendo “in gola” per paura o senso del dovere. Anche il tema del controllo è ricorrente: sto cercando di controllare ogni dettaglio della mia vita per paura di un imprevisto?
Lavorare sulla psicosomatica non sostituisce mai la terapia medica ma la potenzia. Affiancare alla cura farmacologica un percorso di psicoterapia o tecniche di rilassamento (come lo yoga o la mindfulness) aiuta a “disinnescare” lo stress che mantiene la ghiandola sotto pressione.
Utile poi anche l’utilizzo (sempre su indicazione di professionisti qualificati) l’utilizzo di alcuni rimedi naturali come la prunella vulgaris.
La Prunella vulgaris, conosciuta comunemente come Brunella o “erba del rammendo”, è una pianta della famiglia delle Lamiaceae utilizzata da secoli nella medicina tradizionale, specialmente in quella cinese (dove è nota come Xia Ku Cao).
Negli ultimi anni, l’interesse scientifico si è concentrato proprio sul suo legame con la tiroide, ma è fondamentale distinguere tra ciò che dice la tradizione e ciò che conferma la medicina moderna.
La prunella vulgaris come potenziale rimedio fitoterapico per proteggere la tiroide
Nella medicina tradizionale cinese, la Prunella è considerata un rimedio d’elezione per “disperdere il calore” e “ridurre i noduli“. Ecco come agisce secondo gli studi preliminari (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36118009/)
La pianta viene spesso utilizzata come coadiuvante nel trattamento del gozzo e dei noduli tiroidei. Si ritiene che i suoi composti (come l’acido rosmarinico) abbiano proprietà anti-infiammatorie e anti-proliferative che potrebbero aiutare a ridurre il volume dei tessuti infiammati.
Alcune ricerche suggeriscono che la Prunella possa avere un effetto lievemente inibitorio sulla funzione tiroidea. Ed è studiata per chi soffre di ipertiroidismo (morbo di Graves) o di altre alterazioni del funzionamento della tiroide.
Poiché molte patologie tiroidee (come la tiroidite di Hashimoto o il Graves) sono di natura autoimmune, l’azione della Prunella sul sistema immunitario è di grande interesse. Aiuterebbe a modulare la risposta infiammatoria del corpo contro la ghiandola.
Nonostante sia un rimedio naturale, “naturale” non significa privo di rischi, specialmente quando si tocca l’equilibrio delicato degli ormoni:
- Interazione con i farmaci: Se assumi Eutirox (levotiroxina) o farmaci antitiroidei (come il Tapazole), la Prunella potrebbe interferire con il dosaggio.
- Effetto “Iodio”: Sebbene la pianta in sé non sia una fonte primaria di iodio come le alghe, il suo effetto sulla captazione dello iodio è ancora oggetto di studio.
- Gravidanza e Allattamento: L’uso è generalmente sconsigliato in queste fasi per mancanza di dati sulla sicurezza.
Nota di cautela: La tiroide è una “centralina” sensibilissima. Prima di integrare la Prunella vulgaris nella tua routine, è indispensabile consultare un endocrinologo. Il rischio di sballare i valori del TSH con il fai-da-te è concreto.