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  • ALLA RICERCA DELLA FELICITA’:

    LA TEORIA “BROADEN AND BUILD” DI BARBARA FREDICKSON

    La Teoria Broaden-and-Build (Teoria dell’ampliamento e della costruzione) di Barbara Fredrickson è un modello fondamentale della Psicologia Positiva che spiega la funzione evolutiva e adattiva delle emozioni positive (come gioia, interesse, soddisfazione e amore).

    La teoria sostiene che, a differenza delle emozioni negative che limitano il nostro repertorio di pensiero e azione a risposte specifiche e immediate per la sopravvivenza (fight or flight), le emozioni positive hanno l’effetto opposto:

    La teoria si articola in due fasi interconnesse:

    1. Ampliamento (Broaden)

    Le emozioni positive ampliano il nostro repertorio momentaneo di pensieri e azioni (thought-action repertoires) e lo fanno sia a livello Cognitivo che comportamentale-

    Sotto il primo aspetto il pensiero diventa più creativo, flessibile e integrato essendo che diventiamo più aperti a nuove idee e a elaborare informazioni a un livello più ampio e globale.

    Sotto il secondo aspetto (a livello comportamentale) diventiamo secondo la ricercatrice più inclini all’esplorazione, alla curiosità, al gioco e alla creazione di nuove opportunità, piuttosto che a reazioni rigide.

    Grazie a questo ampliamento temporaneo, le persone intraprendono azioni che nel tempo costruiscono riserve durevoli (enduring personal resources).

    Queste risorse non sono solo momentanee, ma sono persistenti e possono essere utilizzate in futuro per affrontare le avversità e lo stress (un concetto chiave per la Psicofisiologia del Benessere e la resilienza). Come lo fa? In quattro modi:

    Risorse Intellettuali: Sviluppo di nuove conoscenze e skills (es. l’interesse ci spinge a imparare).

    Risorse Sociali: Rafforzamento dei legami sociali e delle relazioni di supporto (es. la gioia e l’amore approfondiscono le connessioni).

    Risorse Psicologiche: Aumento della resilienza, dell’ottimismo e del coping produttivo.

    Risorse Fisiche: Miglioramento della salute e del benessere generale (es. il gioco porta a un migliore fitness).

    Un concetto centrale della teoria è la “spirale ascendente” (upward spiral): le risorse personali accumulate grazie alle emozioni positive rendono più probabile sperimentare ulteriori emozioni positive in futuro.

    Si crea così un ciclo di rinforzo positivo che conduce a una maggiore salute fisica, al benessere psicologico e, in ultima analisi, alla “fioritura” (flourishing), un termine che richiama il concetto di Eudaimonia.

    In sintesi, Fredrickson spiega che le emozioni positive non sono solo un premio per aver raggiunto un obiettivo, ma sono un agente attivo che modella e potenzia l’essere umano nel tempo.

  • L’IMPORTANZA DELLE RELAZIONI NELLA PSICOFISIOLOGIA DEL BENESSERE

    Le relazioni giocano un ruolo centrale e non solo accessorio nella Psicofisiologia del Benessere, agendo come potenti regolatori biologici e predittori di salute fisica e mentale.

    L’essere umano è un animale sociale; l’interazione con gli altri non è solo un bisogno psicologico, ma un imperativo biologico che influenza direttamente l’attività del nostro Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e il nostro equilibrio ormonale.

    L’importanza delle relazioni è spiegata attraverso il concetto di co-regolazione e l’attivazione di sistemi neurobiologici specifici che include la Teoria Polivagale (sviluppata da Stephen Porges), e il Vago Ventrale (che media il Sistema di Coinvolgimento Sociale).

    Quando siamo in presenza di relazioni sicure, supportive e accoglienti, si attiva il Vago Ventrale. Questo stato è associato alla calma, a una frequenza cardiaca regolare, a una respirazione tranquilla e alla capacità di connessione sociale (come il contatto visivo, l’espressione facciale e il tono di voce modulato).

    Una relazione sicura funge da “ancora” che aiuta a co-regolare il nostro sistema nervoso, riportandolo allo stato di calma anche dopo momenti di stress.

    Le interazioni sociali positive e il contatto fisico (anche solo il contatto visivo rassicurante) stimolano il rilascio di neuropeptidi e ormoni che hanno effetti calmanti e protettivi tra i quali l’ossitocina (l’ormone dell’amore” o del legame che è rilasciata durante le interazioni positive e il contatto e che ha un potente effetto ansiolitico e contribuisce a ridurre la produzione di ormoni dello stress come il cortisolo ma anche le endorfine (gli oppioidi Endogeni che promuovono sensazioni di piacere e benessere, rafforzando i legami sociali).

    Le relazioni di supporto fungono da tampone fisiologico contro gli effetti tossici dello stress cronico in quanto verifica una minore attivazione Simpatica (poiché sapere di poter contare su qualcuno e disporre di un supporto emotivo o strumentale che riduce la percezione di minaccia, attenuando l’attivazione del sistema simpatico (la risposta di “attacco o fuga”) e, di conseguenza, la reattività fisiologica (es. meno aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca sotto stress).

    Le evidenze scientifiche confermano che la qualità delle relazioni è un fattore predittivo cruciale per la salute a lungo termine promuovendo la longevità, la salute cardiovascolare, la salute mentale e il sistema immunitario

    Studi storici (come il Grant Study di Harvard) hanno dimostrato che la qualità delle relazioni è il fattore più forte per la longevità e la felicità, superando anche la genetica, il QI o la classe sociale. Forti legami sociali sono associati a una pressione sanguigna più bassa e a un minor rischio di malattie cardiache mentre la solitudine e l’isolamento sono correlati a un’infiammazione cronica e a un indebolimento della funzione immunitaria. Le relazioni positive sembrano sostenere la funzione immunitaria e le reti di supporto sociale rafforzano la resilienza, riducendo i livelli di ansia, depressione e migliorando il senso di autostima e controllo sulla propria vita.

  • L’ARTE DELLA FELICITA’

    La Psicologia Positiva, fondata da Martin Seligman a partire dal suo mandato come Presidente dell’American Psychological Association (APA) nel 1998, rappresenta una svolta scientifica che sposta il focus della disciplina dalla semplice riparazione del danno mentale all’esplorazione e costruzione delle risorse e qualità che rendono la vita degna di essere vissuta.

    Il suo obiettivo non è rendere le persone “sempre felici” (una meta irrealistica), ma promuovere il Modello PERMA (la fioritura), ovvero uno stato di benessere ottimale.

    Prima di Seligman, la psicologia post-bellica si era concentrata prevalentemente sul modello della malattia, dedicando enormi risorse allo studio e alla classificazione delle patologie (come evidenziato dal DSM).

    La Psicologia Positiva è nata dalla constatazione che l’indagine scientifica sui punti di forza, le virtù e le esperienze positive era stata ampiamente trascurata. Seligman ha definito la Psicologia Positiva come lo studio scientifico del funzionamento umano ottimale, con l’intento di integrare la visione tradizionale della psicologia (che aiuta chi soffre) con una prospettiva che supporta chi sta bene a fiorire completamente.

    Il pensiero di Seligman si è evoluto in due modelli principali:

    A. La Teoria della Felicità Autentica (Authentic Happiness Theory)

    Il modello iniziale definiva la felicità (H) come la somma di tre percorsi distinti, che l’individuo poteva perseguire per aumentare il proprio benessere:

    La Vita Piacevole (The Pleasant Life): Si concentra sull’aumento delle emozioni positive (gioia, piacere, calore, ecc.) e sull’apprendimento delle abilità per amplificarle. È limitata dall’adattamento edonico (l’abitudine rapida agli eventi positivi) e in parte dipendente dalla genetica.

    La Vita Buona (The Good Life): Si concentra sul Coinvolgimento (Engagement), ovvero l’esperienza di Flusso (Flow) teorizzata da Mihály Csíkszentmihályi. Il flusso è uno stato in cui si è totalmente assorbiti in un’attività, usando le proprie forze caratteriali (vedi punto 3), perdendo la consapevolezza di sé e del tempo.

    La Vita Significativa (The Meaningful Life): Si concentra sull’uso delle proprie forze caratteriali e dei propri talenti al servizio di qualcosa di percepito come più grande di sé (religione, comunità, missione, ecc.).

     B. Il Modello PERMA (Il Modello del Benessere)

    Seligman ha successivamente riconosciuto che la “Felicità Autentica” era troppo limitata. Nel suo libro del 2011, Fiorire (Flourish), ha proposto il modello PERMA, che non è una teoria della felicità, ma una teoria più complessa e misurabile del Benessere Psicologico (Well-being).