La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è attualmente uno dei modelli più diffusi e validati scientificamente a livello mondiale. In poche parole: si basa sull’idea che non sono gli eventi in sé a crearci sofferenza, ma il modo in cui li interpretiamo.
Ecco una guida sintetica per capire come funziona e perché è così efficace.
1. I Tre Pilastri: Pensieri, Emozioni, Comportamenti
La CBT lavora su un triangolo di influenze reciproche. Se cambi uno di questi elementi, influenzi inevitabilmente gli altri due:
Cognizione (Pensieri): Quello che diciamo a noi stessi (es. “Non ce la farò mai”).
Emozione: Come ci sentiamo di conseguenza (es. Ansia, tristezza).
Comportamento: Quello che facciamo per reagire (es. Evitare una sfida, isolarsi).
2. Come funziona in pratica?
A differenza di altri approcci che scavano profondamente nel passato o nell’inconscio, la CBT è orientata allo scopo e focalizzata sul presente.
Le fasi principali:
Psicoeducazione: Il terapeuta ti spiega come funziona il tuo disturbo e come i tuoi pensieri influenzano il tuo malessere.
Ristrutturazione Cognitiva: Si impara a identificare i “pensieri automatici negativi” (distorsioni cognitive) e a sostituirli con pensieri più realistici e funzionali.
Esposizione e Modifica Comportamentale: Si affrontano gradualmente le situazioni temute per rompere le abitudini dannose (come l’evitamento o i rituali compulsivi).
3. Caratteristiche distintive
Perché sceglierla? Ecco cosa la rende unica rispetto ad altre forme di terapia:
Caratteristica
Descrizione
Pratica
Si concentra sulla risoluzione di problemi concreti della vita quotidiana.
Collaborativa
Terapeuta e paziente lavorano insieme come una squadra (“empirismo collaborativo”).
A breve termine
Spesso richiede meno tempo rispetto ad analisi profonde (solitamente dai 6 ai 12 mesi).
Compiti a casa
Include spesso esercizi pratici da fare tra una seduta e l’altra (diari, esperimenti comportamentali).
Perché è così popolare?
È considerata il “gold standard” per il trattamento di molti disturbi, tra cui:
La Psicologia di Segnale è stata formalizzata da un lavoro congiunto tra il medico Luca Speciani e lo psicologo Benedetto Tangocci.
La loro opera Psicologia di Segnale. L’incontro tra Medicina di Segnale e psicoterapia (pubblicata nel 2022) è considerata il testo di riferimento per questa disciplina, che nasce con l’obiettivo specifico di unire i due piani (psichico e biologico) in un modello unitario di intervento.
La Psicologia di Segnale è nata come un’estensione e un approfondimento della Medicina di Segnale, un approccio sviluppato precedentemente dal Dott. Luca Speciani.
La Medicina di Segnale si basa sull’idea che il corpo umano sia un sistema che risponde a segnali biologici (es. insulina, cortisolo, citochine infiammatorie) e che la salute si mantenga modulando questi segnali tramite lo stile di vita.
La Psicologia di Segnale (PdS) è un modello teorico-clinico italiano che si basa su una prospettiva Psico-Neuro-Endocrino-Immunologica (PNEI), enfatizzando la stretta interdipendenza tra mente (psiche) e corpo (sistemi biologici) attraverso il concetto di “segnale”.
Non si tratta di una scuola psicoterapeutica mainstream nel senso stretto del termine (come la CBT o la Psicoanalisi), ma piuttosto di una cornice interpretativa e operativa sviluppata in sinergia con la Medicina di Segnale, che applica i principi dell’integrazione mente-corpo all’intervento psicologico.
La Psicologia di segnale potrebbe rappresentare un nuovo approccio integrato e olistico di facile praticabilità per migliorare la propria salute
Questo modello articola attorno a due concetti fondamentali: l’unità dell’organismo (PNEI) e la polarità dei segnali.
Sotto il primo aspetto lo studio della psicologia di segnale e della psiconeuroendocrinoimmunologia dimostra scientificamente che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario non operano in modo isolato, ma comunicano costantemente tra loro, influenzando direttamente lo stato psichico e comportamentale dell’individuo. In questo senso le molecole (neurotrasmettitori, ormoni, citochine) agiscono come molecole segnale, trasferendo informazioni bidirezionalmente tra la sfera emotiva/cognitiva e la fisiologia del corpo. Ad esempio, lo stress (segnale psichico) innesca l’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene) che rilascia cortisolo (segnale biologico), influenzando metabolismo e infiammazione.
Sotto il secondo aspetto (la polarità dei segnali psichici verso quelli biologici) introduce e distingue due tipi di segnali interconnessi: i segnali biologici (che sono il focus della Medicina di Segnale che include movimento, esercizio fisico, alimentazione e farmaci e i segnali psichici (focus della Psicologia di Segnale) che sono l’insieme di informazioni psicologiche, emotive e cognitive che la mente elabora e produce e la cui polarità (positivo/negativo) ha un impatto diretto sui segnali biologici.
Polarità
Esempi di Segnali Psichici
Impatto Biologico (PNEI)
Positivi
Senso di scopo, speranza, autoefficacia, gratitudine, relazioni di supporto, esposizione alla natura.
Promuovono la resilienza, modulano positivamente il tono del nervo vago (sistema parasimpatico), riducono il rilascio di cortisolo.
Negativi
Stress cronico, ruminazione (pensieri ossessivi), isolamento sociale, senso di impotenza (helplessness), paura.
Attivano la risposta di fight or flight (sistema simpatico), aumentano l’infiammazione sistemica, possono portare a disregolazione glicemica o esaurimento cortisurrenale.
L’obiettivo dello Psicologo di Segnale è duplice e sinergico con l’eventuale intervento medico:
1. Diagnosi Funzionale (Segnaletica): Identificare i segnali psichici negativi che mantengono o aggravano lo stato patologico (sia fisico che mentale) e i segnali psichici positivi che sono sottoutilizzati o assenti.
Modulazione Comportamentale e Cognitiva: L’intervento mira a modificare i pensieri (cognizioni), le emozioni e i comportamenti che agiscono come amplificatori dei segnali negativi o come inibitori dei segnali positivi. L’intervento è altamente pratico e si concentra sullo stimolo attivo di segnali positivi, come:
a)Attivazione Comportamentale: Incoraggiare il paziente ad adottare stili di vita che generano segnali biologici positivi (es. movimento fisico) che a loro volta producono segnali psichici positivi (es. senso di competenza e rilascio di endorfine).
b)Ristrutturazione Cognitiva: Lavorare sull’interpretazione degli eventi (riduzione della ruminazione) per impedire che stimoli neutri vengano percepiti come segnali di minaccia che attivano costantemente l’asse dello stress.
L’approccio è quindi un modello integrato e olistico, che richiede una stretta collaborazione interdisciplinare tra il medico (che lavora sui segnali biologici con dieta, farmaci, ecc.) e lo psicologo (che lavora sui segnali psichici con psicoterapia e coaching sul cambiamento).
Fonte: “Mente e maratona” Luca Speciani, Pietro Trabucchi. Edizioni correre